Scelte: mamma a 18 anni.

L'attesa -roberto amadi-

Lettera ad una figlia.

Una volta mi chiedevo perché Dio ha voluto abbandonarmi!


Una volta la mia vita era grigia e mi domandavo dov’era finita la luce che avevo visto così vicina un tempo. La mia esistenza non aveva più senso e pensavo che il mio futuro sarebbe stato sempre più oscuro.

Non avevo motivi per combattere, mi bastava esserci.
Una vita con un uomo rappresentava l’unico appiglio a dei momenti di gioia.

Qualcosa ad un tratto ha cambiato la mia vita… Quel qualcosa eri tu! Ricordo perfettamente il giorno che ti ho concepita. Sono stati attimi in cui io e tuo padre ci siamo amati nel profondo del nostro cuore. Sei il frutto di un sentimento autentico e reale. Sei stata ciò che rendeva importante quell’emozione. Ricordo in maniera altrettanto vivida il momento in cui io e il papà abbiamo assistito alla prima ecografia. Eri piccola piccola ma per me eri già grande… Anzi, enorme! Misuravi 5 mm ma il tuo cuore batteva già. Una vita stava crescendo dentro di me e non potevo fare a meno di volerti già un gran bene!

Ma penso che l’emozione che ho vissuto quando sei nata sia stata la parte più bella e felice della mia esistenza.

Il dolore più bello della mia vita!

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